Di nuovo in volo, di nuovo Ginevra. È stato bellissimo rimettere piede in terra francofona. Come ritrovare un amico. E sentirsi a casa.
Profumi, colori, sapori, suoni, posti, sensazioni e poi musica, gente, amici e tango.
Siamo tornati a Ginevra per il weekend per uno stage di milonga. Partenza alle 4 del mattino per essere lì in mattinata.
Amici che ci son venuti a prendere all'aeroporto e tutti insieme siamo andati a fare colazione in centro, in un posto che è una specie di paradiso dove fare colazione: tutto è preparato a mano, dal pane alla marmellata, dai dolci alle composte di cioccolato. Non c'eravamo mai stati prima. Ma ci torneremo di sicuro.
La cosa che più mi ha colpito è stata l'esplosione di colori che c'è in giro: lì è già primavera, i fiori sono già sbocciati, gli ultimi spruzzi di neve decorano di bianco le cime delle montagne circostanti, la luce del sole è calda e luminosa, mentre in Inghilterra tutto è ancora freddo e grigio.
Una delle cose più divertenti è stato sentirsi dire che era incredibile il nostro modo di passare da una lingua all'altra senza alcuno sforzo e con una velocità incredibile. Adesso non ci facciamo più caso, ma devo dire che non è stato per nulla facile all'inizio. Quando insegni in due lingue straniere contemporaneamente succedono sempre cose strane all'inizio. Spesso mi capitava di fare confusione tra parole dal suono simile, ma di significato differente; sapevo perfettamente che il significato era differente, ma nel passare velocemente da una lingua all'altra le parole uscivano di bocca più rapide del pensiero che le aveva generate. Tipicamente mi accorgevo di aver detto qualcosa di strano perché c'era una risata che scappava.
Oppure mi succedeva che una persona mi parlasse in inglese ed io rispondessi in francese senza accorgermene. L'espressione dipinta sulla faccia del mio interlocutore (che ovviamente non capiva il francese) mi faceva realizzare che avevo fatto confusione.
A volte, il meccanismo si inceppava del tutto: come il giorno in cui contemporaneamente una persona alla mia sinistra mi ha parlato in inglese ed una alla mia destra in italiano. Uno di quei momenti in cui dopo un attimo di silenzio due persone prendono la parola contemporaneamente. Non solo non sono stata capace di scegliere la lingua in cui rispondere, ma addirittura non sapevo in che lingua pensare. Una sensazione stranissima di vuoto completo in testa. Poiché entrambi capivano il francese, ho finito col rispondere in francese.
I maggiori problemi li ho avuti con i cosiddetti "falsi amici", quelli che quando si studia l'inglese sono chiamati "false friends": parole, insomma, che sembrano avere un significato ma in realtà ne hanno un altro. Il francese è troppo simile all'italiano, purtroppo, e la mia esperienza col francese troppo ridotta, considerando che non l'avevo mai studiato prima di andare ad abitare in terra francofona, per poter gestire una serie di parole simili all'italiano ma dal significato differente.
Ad esempio, alcolico ed alcolizzato sono rispettivamente alcoolisé e alcoolique. Il contrario dell'italiano, insomma. Quindi mi sono ritrovata a chiedere ad una cameriera in un locale se fosse alcolizzata, mentre io volevo sapere se il cocktail che stavo scegliendo era alcolico. Immaginate la faccia della ragazza.
Molti di questi falsi amici li ho scoperti presto. Altri no. Probabilmente ce ne sono ancora altri che attendono di essere scoperti. Soltanto di recente ho scoperto che per quasi due anni a lezione ho detto che la posizione in cui si balla il tango è un vero bacio. Ovviamente, intendevo dire che si tratta di un vero abbraccio.
Curiosi di sapere perché? Ecco svelato l'arcano:
braccio: bras (da cui uno immaginerebbe che abbracciarsi sia s'embrasser)
abbraccio: embrassade (io avrei detto embrasse, da cui poi ho formato il verbo s'embrasser per abbracciarsi)
abbracciarsi: s'étreindre (io avrei detto che significava intendersi, che invece è s'y connaître)
baciarsi (sulla bocca): s'embrasser
bacio, invece è baiser (perciò avrei detto che baciarsi fosse se baiser)
fare sesso: se baiser (e tra l'altro è un'espressione molto volgare).
Fanciulle che andate a Parigi o a Ginevra a trascorrere le vacanze, fate attenzione: come dice un mio amico, i francesi sono molto avanti. Almeno due passi più avanti. E se vi vogliono abbracciare, mantenete la distanza di sicurezza.

Oppure no.